Nuovo regolamento per il Rating di Legalità

Dal 16 marzo 2026 entrerà in vigore il nuovo regolamento sul Rating di legalità, adottato con delibera n. 31812 del 27 gennaio 2026. Il nuovo regolamento sostituisce il precedente del 2020, introducendo modifiche sia sui requisiti di accesso sia sui motivi ostacolativi, oltre a nuove regole su rinnovo, controlli e obblighi informativi.

Iniziamo ad analizzare le principali novità e differenze più significative rispetto al vecchio regolamento

Requisiti di accesso

Il nuovo regolamento conferma i requisiti base del vecchio regolamento per la richiesta del Rating di Legalità

– sede operativa nel territorio nazionale

– Iscrizione al registro delle imprese o al R.E.A. da almeno due anni

– Fatturato minimo pari a 2 milioni di euro

La principale novità riguarda la definizione più dettagliata del concetto di fatturato, come la somma dei ricavi delle vendite e delle prestazioni dell’ultimo esercizio concluso prima della domanda, oppure il volume d’affari risultante dalla dichiarazione IVA.

Soggetti rilevanti

Il nuovo regolamento conferma quasi in toto i soggetti rilevanti indicati nel precedente regolamento, offrendo maggiori dettagli sulla nozione di procuratore e escludendo gli amministratori della eventuale società controllante. Vengono inclusi quindi:

– direttori generali e tecnici

– Procuratori con poteri decisionali o gestionali

– Soggetti con deleghe specifiche (appalti, ambiente, sicurezza)

– Soci con partecipazione di controllo o maggioranza

– Soggetti cessati dalla carica nell’anno precedente la domanda

Motivi ostacolativi

Il nuovo regolamento rafforza in modo significativo i motivi ostativi al rilascio o al mantenimento del Rating.

Rispetto al precedente regolamento, emerge un sistema più articolato e dettagliato, con tempistiche precise per la riammissibilità (ad esempio: 5 anni dopo la condanna definitiva, 3 anni dopo il patteggiamento, 2 anni dopo il decreto penale irrevocabile).

Requisiti fiscali, contributivi e finanziamenti pubblici

Una novità importante riguarda le violazioni tributarie e contributive: il Rating può essere mantenuto se i debiti sono pagati, rateizzati oppure se di importo contenuto (fino allo 0,5% del fatturato e massimo 50.000 euro). Questa previsione introduce soglie quantitative non esplicitate nel regolamento precedente.

Punteggio e requisiti premiali

Rimane il sistema a stelle: una stella base con i requisiti obbligatori e segni “+” per elementi premiali, come modelli organizzativi 231, tracciabilità dei pagamenti, protocolli di legalità o sistemi di responsabilità sociale. Introdotti criteri maggiormente specifici per alcuni elementi premiali (es. criterio CSR). Infine, una novità rispetto al precedente regolamento è costituita da una premialità (+) per le imprese che hanno mantenuto il Rating per 3 volte consecutive.

Quindi la struttura resta simile, ma con criteri più dettagliati.

Rinnovo e controlli

Il Rating dura tre anni e il rinnovo va presentato da sei mesi prima della scadenza, almeno 60 giorni prima.

Il nuovo regolamento introduce inoltre controlli più strutturati, verifiche a campione annuali e obblighi informativi più stringenti: la mancata comunicazione di eventi rilevanti può comportare revoca e divieto di nuova domanda per 18 mesi.

Obblighi informativi

Una novità molto importante riguarda gli obblighi di comunicazione. L’impresa è ora tenuta a comunicare entro 30 giorni qualsiasi evento che incida sui requisiti obbligatori o premiali.

Disposizioni transitorie

Per le imprese già in possesso del Rating alla data di entrata in vigore:

• resta valido fino alla scadenza biennale originaria;

• devono comunicare entro 60 giorni eventuali eventi ostativi preesistenti;

• In mancanza di comunicazione, è prevista la revoca con effetti retroattivi.

Queste disposizioni introducono obblighi immediati di verifica e adeguamento per le imprese già certificate.

In conclusione, il nuovo Regolamento 2026 sul Rating di Legalità mantiene l’impianto generale del sistema precedente, ma introduce numerose novità che rendono la disciplina più rigorosa e dettagliata.

Nel complesso, il nuovo regolamento rafforza il valore del Rating di Legalità come strumento premiale fondato su trasparenza, compliance normativa e correttezza nei rapporti economici e con la Pubblica Amministrazione.

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