1. CONTRASTO ALLA CORRUZIONE IN ITALIA: IL PUNTO DEL 2024
Nel panorama internazionale della percezione della corruzione, l’Italia ha mostrato progressi moderati negli ultimi anni. Transparency International, che valuta i Paesi tramite il Corruption Perception Index (CPI), nel 2023 ha posizionato l’Italia al 41° posto su 180 Paesi con un punteggio di 56 su 100. Sebbene il miglioramento sia evidente rispetto al passato (nel 2012 il punteggio era di 42), il nostro Paese continua a lottare contro sfide significative, specialmente nel settore pubblico, dove persistono problemi come scarsa trasparenza, conflitti d’interesse e alti livelli di corruzione.
Le iniziative adottate per contrastare la corruzione includono:
- La Legge 190/2012, che introduce norme per prevenire e reprimere la corruzione nella pubblica amministrazione;
- Il D.Lgs. 231/2001, che responsabilizza le imprese per reati corruttivi, richiedendo l’implementazione di modelli organizzativi specifici;
- Il Rating di Legalità, un incentivo per le aziende virtuose, che è stato integrato con il Codice degli Appalti per premiare la conformità a standard etici;
- Lo Standard ISO 37001, uno strumento internazionale per supportare le organizzazioni nella prevenzione e gestione della corruzione.
Questi interventi, insieme alla crescente attenzione pubblica e istituzionale, stanno spingendo l’Italia verso una maggiore trasparenza e legalità, ma molto resta ancora da fare per colmare il divario con i Paesi europei meglio posizionati.
2. LO STANDARD ISO 37001: UNO STRUMENTO CONTRO LA CORRUZIONE
Lo Standard ISO 37001 offre un framework per aiutare le organizzazioni a prevenire, rilevare e rispondere ai fenomeni corruttivi. Applicabile a organizzazioni di ogni dimensione e settore (pubblico, privato e no-profit), lo standard è progettato per integrarsi con altri sistemi di gestione aziendale come ISO 9001 (qualità) e ISO 14001 (gestione ambientale).
Le caratteristiche principali del Sistema di Gestione ISO 37001 sono:
- Applicabilità universale: adatto a organizzazioni di qualsiasi tipo, indipendentemente dalla natura e dalle dimensioni;
- Approccio ciclico: basato sulla metodologia “Plan-Do-Check-Act”;
- Misure proporzionate: strategie per prevenire la corruzione, pur riconoscendo che la conformità non garantisce un’assenza totale di episodi corruttivi;
- Analisi del contesto: considerazione di fattori come leggi, regolamenti, relazioni pubbliche e private;
- Coinvolgimento delle parti interessate: identificazione delle aspettative dei soggetti interni ed esterni all’organizzazione.
- Lo standard copre sia la corruzione attiva (iniziata dall’organizzazione o dal suo personale) sia quella passiva (ricevuta dall’organizzazione o dai suoi rappresentanti).
3. RATING DI LEGALITÀ E ISO 37001: UN BINOMIO STRATEGICO
L’adozione dello Standard ISO 37001 può rappresentare un vantaggio competitivo per le aziende, contribuendo ad aumentare il Rating di Legalità rilasciato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM). Questo rating, articolato su tre livelli (da una a tre stellette), premia le imprese che adottano modelli di gestione orientati alla trasparenza e alla prevenzione dei rischi corruttivi.
Il Codice degli Appalti (D.Lgs. 50/2016) riconosce l’importanza dello standard ISO 37001. L’articolo 38 stabilisce che la presenza di sistemi di gestione anticorruzione certificati ISO 37001 costituisce un parametro premiante nella qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza.
Conclusioni
L’Italia sta percorrendo una strada complessa ma necessaria verso una cultura aziendale e amministrativa più trasparente. L’integrazione tra strumenti normativi, standard internazionali come l’ISO 37001 e meccanismi come il Rating di Legalità rappresenta una combinazione efficace per ridurre la corruzione e promuovere un modello di sviluppo sostenibile e responsabile.
Per approfondire il tema dello Standard ISO 37001 e il suo utilizzo nella gestione degli appalti pubblici, visita la nostra pagina dedicata.

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